Girovaghi

Festival di Montecarlo

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Festival di Montecarlo.

Festival Internazionale del Circo di Monte Carlo

La più importante manifestazione circense del mondo, organizzata nel

Principato di Monaco dal 1974, quando il Principe Ranieri, che da

giovanissimo frequenta i circhi stabili parigini, presa coscienza del momento

di crisi del settore, decide di rivalutare l’immagine di tale antica forma di

spettacolo. Scopo della manifestazione, come annunciato dallo stesso

Ranieri alla conferenza stampa che annuncia la nascita del festival, è

“segnalare i migliori artisti, promuovere l’immagine del circo nel mondo,

aprire la pista a tutti senza distinzioni”. La manifestazione riscuote subito un

grande successo e dalla sua nascita è vista da oltre 450.000 spettatori che

applaudono oltre 700 numeri venuti da tutto il mondo. Il Festival vede sfilare

grandi artisti e segue, passo, passo, i cambiamenti e gli sviluppi delle varie

discipline dell’arte circense. Ricevere un premio a Monte Carlo, o anche solo

partecipare al Festival, significa per un artista avere un prestigioso biglietto

da visita da esibire per il resto della carriera. Il Festival ha forma di

competizione con alcuni spettacoli di selezione ed uno finale con la

consegna dei trofei ai numeri migliori. Il premio è una statuetta scolpita da

Paule Male, l’effige di un Clown d’Oro o d’Argento. Vi sono poi altri

riconoscimenti minori dedicati a particolari discipline o caratteristiche. La

scelta dei numeri da premiare spetta ad una giuria presieduta dal Principe (in

seguito anche dalla Principessa Stephanie) e formata in un primo tempo da

importanti personalità dello spettacolo (fra le quali Sean Connery, Cary grant,

Michael York e i nostri Alberto Sordi e Giuletta Masina), molte volte colleghi o

amici di Grace Kelly. In seguito da esperti direttori di circo provenienti da tutto

il mondo. L’impatto sui media è minore ma il livello di competenza aumenta.

La preselezione dei numeri viene effettuata da un comitato che cambia di

edizione in edizione e che è coordinato dallo stesso Principe, la cui perizia in

merito cresce negli anni, ma il cui amore per il circo è da sempre sincero:

possiede una collezione di videocassette dei suoi artisti preferiti che riguarda

di tanto in tanto. Alla direzione di pista e alla logistica si alternano prestigiose

famiglie europee, dai Bouglione, agli Orfei, dai Togni, ai Bronette fino ai Knie.

Figura importante è quella del messicano Eduardo Murillo, già valido

acrobata al trampolino e collaboratore di Enis Togni, che rimane per oltre

dieci anni direttore di pista del Festival. Ruolo non facile. Ogni anno

partecipano oltre 150 artisti provenienti da tutto il mondo, 15 musicisti e

altrettanti assistenti di pista del Circo di Stato della Polonia, una cinquantina

di professionisti di varie categorie, interpreti, hostess, tecnici della TV. Gli

organizzatori, oltre che con i lunghi viaggi e le difficoltà di comunicazione,

devono vedersela anche con i tempi della burocrazia per il rilascio dei visti,

con il foraggiamento degli animali, con il problema del montaggio degli

attrezzi e tante altre cose ancora. In pochissimi giorni l’orchestra deve

imparare alla perfezione le musiche di oltre 20 numeri diversi, la maggior

parte dei quali visti per la prima volta, il direttore di pista, deve apprendere

nei minimi particolari le esigenze tecniche dei vari artisti dai quali dipendono

le perfette esecuzioni delle attrazioni. Deve poi deve preparare una scaletta

in grado di conciliare il ritmo dello spettacolo alle varie esigenze tecniche.

Tutte le edizioni sono presentate dall’elegante Sergio. Saltano tre annate: il

1979, per la scomparsa di Grace Kelly, il 1982 per problemi tecnici, il 1991

per le tensioni dovute allo scoppio della guerra del golfo. Dalla metà degli

anni ‘80 il festival viene spostato da dicembre ai primi giorni di febbraio, data

in cui i vari circuiti circensi sono per lo più inoperativi e permettono quindi ad

ogni nazione di partecipare. Nel 1987 viene inaugurata una costruzione semi

stabile da 4.200 posti che nel corso dell’anno ospita numerose altre

manifestazioni. Il Festival diventa il principale punto d’incontro degli operatori

del settore: artisti, direttori di circo, agenti, giornalisti, semplici appassionati.

Dal punto di vista artistico merito della manifestazione, oltre a quello di

raccogliere i migliori numeri in circolazione, è anche di aprirsi alle scuole

orientali e in seguito all’evoluzione dell’arte circense, ospitando, pur nel

contesto di un modello tradizionale di spettacolo, dapprima (metà degli anni

‘80) numeri rappresentativi del circo di regia russo ed in seguito (primi anni

‘90) artisti provenienti dal canadese Cirque du Soleil. L’Italia conquista in

tutto quattordici statuette, quattro dorate, nove d’argento e una di bronzo. Il

primo Clown d’Oro italiano è del 1987 a Massimiliano Nones con il numero di

12 tigri del circo di Moira Orfei. Nel 1996 è la volta della “Festa del Cavallo”

presentata dai Casartelli – De Rocchi, del Circo Medrano. Di un italiano un

altro importante primato: Flavio Togni (Circo Americano) è l’unico artista ad

aver conquistato tre Argenti e l’unico ad essere salito tre volte sul podio

nell’arco di oltre vent’anni (1976 – 1983 – 1998). Ecco tutti i trofei italiani:

1976 Argento a Flavio Togni (elefanti); 1977 Argento ai Canestrelli

(naturalizzati americani, trampolino elastico); 1979 Argento ai Nicolodi

(acrobatica a terra); 1983 Argento a Flavio Togni (gruppo misto di cavalli e

elefanti); 1987 Oro a Massimiliano Nones (tigri); 1988 Argento a David

Larible (clown); 1989 Argento a Stefano e Lara Orfei Nones (alta scuola e

animali esotici); 1996 Oro ai Casartelli – De Rocchi (“festa del cavallo”); 1998

Argento a Flavio Togni (cavalli); 1999 Oro a David LArible (clown); 2001

Argento a Fumagalli (clown); 2004 Oro ai Fratelli Errani (acrobati icariani)

Argento a Stefano Orfei Nones (tigri) e Bronzo a Willer Nicolodi (ventriloquo).

Ma non sempre il pubblico e gli operatori sono d’accordo con le decisioni

della giuria. Le principali critiche mosse, salvo i casi singoli (come quando il

triplo salto mortale di Raoulito Jimenez fu scambiato per un doppio),

riguardano il cambiamento di tendenza avvenuto alla terza edizione, dopo

che le prime due hanno visto in pratica consegnare il Clown d’Oro alla

carriera a Charlie Rivel, Alfred Court e ad Alexis Gruss. Dalla terza edizione

in poi si passa alla vittoria sul campo, eccezion fatta per la VII, quando si

aggiudica il trofeo Oleg Popov, che non sembra però brillare negli spettacoli

di selezione. Altra critica è quella di premiare a volte con leggerezza numeri

russi, cinesi e coreani. Fra gli addetti ai lavori circola la voce che ciò avvenga

per non interrompere il flusso di artisti provenienti da questi grandi serbatoi.

Gli spettacoli del Festival Internazionale del Circo di Monte Carlo vengono

trasmessi dalle televisioni di mezzo mondo diffondendo ovunque l’immagine

del principato, ma anche quella di una forma d’arte capace di profonde

riflessioni sui propri codici e di conseguenti evoluzioni.

Krone

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