Girovaghi

Famiglia Palmiri

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Famiglia Palmiri

Famiglia di artisti e proprietari di circo italiani.
Capostipite è Angelo Palmiri (Brescia, 22.03.1875-18.03.1949) che
abbandona gli studi religiosi per seguire una compagnia di attori girovaghi.
Sposa Albina Ferrua (04.04.1882-19.09.1970). Incontrati i coniugi Melzi, si
stacca dagli attori fondando il circo Palmiri, piccolo complesso che presenta
uno spettacolo di duetti cantati, pose plastiche e farse. Nascono Giovanni
(07.06.1906-30.06.1949); Eleonora (12.02.1907 – 04.06.1990); Evelina
(23.09.1909 – 14.10.1918); Ines (23.03.1916); Savina (29.06.1918) ed Egidio
(28.07.1923). Apprendono le acrobazie aeree che li renderanno famosi e le
aggiungono ai propri spettacoli. Attorno agli anni venti si forma il Circo
Olimpico che comincia a dare una certa notorietà alla famiglia. A primeggiare
è ancora il capostipite, bravissimo clown con il nomignolo “Fiacca”. Poi
Giovanni si afferma per il suo coraggio e per l’inventiva che applica nella
creazione di nuove attrazioni o nel miglioramento di quelle esistenti. Si
specializza nei numeri da brivido eseguiti a grande altezza. Inventa e fa
costruire attrezzi come la moto della morte e l’aerolite, un derivato della
“bilancia”, tutti atti ad eseguire spericolate acrobazie aeree. Agli inizi degli
anni trenta i Palmiri fondano l’Arena Azzurra nella quale propongono i loro
numeri aerei ad altezze davvero notevoli. Sono notati da impresari stranieri e
dal 1938 vengono ingaggiati nei maggiori circhi europei del tempo, Amar,
Barum, Bouglione, Busch, Hagenbeck, Krone, Rancy, Schumann oltre al
circo stabile Carré, dove avviene la prima seria caduta dall’areolite che lascia
Egidio con i polsi anchilosati. Da allora sono spesso vittime di incidenti di una
certa gravità (in una caduta Giovanni riporta 42 fratture) che però non ne
fermano la determinazione. Nel 1945 rientrano in Italia e sono ingaggiati dai
fratelli Togni. Poi si rimettono in proprio e costituiscono la più grande arena
mai esistita, chiamata Original Palmiri, una struttura molto complessa con al
centro una pertica oscillante che supera i 60 metri di altezza. Nel 1947
Giovanni acquisisce fama internazionale per la spettacolare evoluzione ad un
trapezio fissato alla carlinga di un piccolo biplano da turismo che, in volo
sopra piazza del Duomo di Milano, gli permette di mantenere un voto fatto
durante la guerra in germania: se avesse riportato la famiglia salva in patria,
avrebbe portato dei fiori alla Madonnina, dal cielo. Una delle maggiori
attrazioni di Giovanni resta quella dei centauri, un esercizio effettuato ad
un’altezza di venti metri dal suolo con una moto che traina due trapezi su un
binario circolare metallico dove la moglie Mafalda e la figlia Nella dall’altra
eseguono delle evoluzioni. Il 30 giugno 1949, a Mestre, per una banale
scivolata, Giovanni perde la vita. Malgrado la disgrazia l’Original Palmiri
prosegue l’attività. Egidio sostituisce Giovanni. Nell’autunno dello stesso
anno, non potendo esibirsi all’aperto nei mesi invernali, i Palmiri montano
uno spettacolo di circo rivista, forse il primo di sempre ad esibirsi con un
palco e senza numeri di animali. Eseguendo lo stesso numero del marito
Giovanni, due anni più tardi, il 17.05.1951, muore Mafalda. La troupe aerea
cessa l’attività. Nel 1952 Egidio sposa Leda Bogino e con la sua
fondamentale assistenza il circo Palmiri diventa fra i più importanti dell’epoca
e lancia alcuni dei maggiori artisti italiani di allora, come i Nicolodi, i Larible, i
Nones e, più tardi, i Merzari. Nel 1955 preso atto che senza animali il
pubblico non era più attratto, il Palmiri si fonde con il maggior circo della
Scandinavia, il danese Benneweis. Nel 1952 Egidio diventa Presidente
dell’Ente Nazionale Circhi, impegnandosi per un riordino delle
regolamentazioni in materia. Nel 1988 fonda l’Accademia del Circo che da
allora presiede.

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