Girovaghi

Astrologia della pista

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Nomi per una astrologia della pista

Philip Astley (1742 – 1814)

Riconosciuto dagli storici come il “padre del circo moderno”, Philip è un militare inglese arruolato nel 15° battaglione dei Light Dragoons, armigeri a cavallo. Nel 1766, arrivato al rango di Sergente Maggiore, lascia l’esercito, si sposa ed inizia a tenere degli spettacoli equestri all’aria aperta, a Londra, in uno spazio a forma ellittica vicino a Westminster Bridge. Già altri prima di lui avevano presentato spettacoli con cavalli, ma Astley porta l’arte equestre ai massimi livelli dell’epoca introducendo figure e stili ancora oggi ricorrenti. Del resto l’Inghilterra era il paese adatto al lancio di attrazioni equestri, avendo addirittura aperto le prime piste per le corse dei cavalli nel 1711.

Nelle sue continue esercitazioni Astley intuisce che la forza centrifuga gli permette di stare in piedi sul suo purosangue Gibraltar se questo galoppa in un cerchio. Così, dal 1768, introduce questa forma nei propri spettacoli: nasce la pista del circo. La sua Astley’s Riding school ottiene grande successo e da buon imprenditore Astley comincia a costruirvi attorno dei cancelli e dei padiglioni per gli spettatori, fino a che, nel 1799, vi aggiunge una copertura e l’arena viene rinominata Astley’s Royal Amphitheatre of Arts. E’ a questo punto che l’artista inglese ha l’idea di migliorare lo spettacolo inserendovi dei musicisti, un uomo forte, un giocoliere, un funambolo, dei cani ammaestrati, degli acrobati in piramidi e il pezzo comico del sarto conosciuto come The Tailor’s ride to Brentford. Alle esibizioni equestri unisce numeri di varietà ed animali ammaestrati: nasce lo spettacolo del circo. E’ questa, infatti, la struttura caratteristica del circo ancora in uso ai nostri giorni. Ad Astley va anche il merito di aver inserito per primo dei dialoghi comici tra il ringmaster (egli stesso) ed i clowns. In seguito diventati un classico di tutti i circhi del mondo. Dopo il successo londinese Astley, attorno al 1780, porta la compagnia in tournée in Francia. E fonda a Parigi l’Amphitheatre Anglais Astley. Qui una normativa gli vieta di esibire prodezze e acrobazie su palco, consentendole solo sui cavalli. E’ allora che l’astuto britannico monta una grande piattaforma sopra alcuni cavalli per presentare egualmente i propri spettacoli. In Francia Astley influenzerà lo stile dei Franconi, così come quello di tutti quanti si dedicheranno all’Arte in quegli anni. Nel 1794, tornato in patria, Philip deve assistere alla rovina del suo anfiteatro distrutto dalle fiamme. Lo ricostruisce, ma nel 1803 è abbattuto da un altro rogo, che questa volta causa anche la morte di alcuni suoi famigliari. L’anfiteatro viene di nuovo ricostruito. Philip Astley muore nel 1814 a 72 anni, lasciando ai posteri l’invenzione del “più grande spettacolo del mondo”. Antonio Franconi Artista, direttore e proprietario di circo. Udine (1737) – Parigi (1836) Una delle figure più rilevanti della storia del circo. Pioniere e Personaggio quasi romanzesco del circo dei primordi. Italiano di nascita fugge oltralpe in seguito all’uccisione in un duello di un rivale in amore. Arriva in Francia nel 1756 con la moglie Elisabetta Mazzucati, ed esercita per qualche anno svariati mestieri, in particolare funambolismo. Si dedica a spettacoli di piazza e diventa un buon addestratore di uccelli. Si trasforma in imprenditore tentando di rendere note a Rouen le corse dei tori, ma fallisce. Ottiene comunque il permesso di installarsi in una sala coperta, dove sistema una pista di tredici metri e presenta programmi composti da pantomime equestri, acrobati, saltatori e funamboli. Nel 1783 quando Philip Astley fa ritorno in Inghilterra, suo figlio John si associa con il Franconi. L’italiano ripara allora a Lione, dove arricchisce la propria scuderia e costruisce un maneggio per perfezionare le proprie creazioni. Nel 1778 torna a Parigi questa volta ingaggiato da John Astley. Nel 1792 la avvenuta naturalizzazione francese gli consente di installarsi a Rouen dove può continuare a dare spettacoli. Nel 1793 torna a Parigi e, in un modesto edificio sul Faubourg du Temple, presenta pantomime equestri. Ben presto, grazie anche all’appartenenza alla massoneria, riesce a costruire in rue Neuve Saint Augustin, il “Cirque Olympique” che conoscerà grande successo. Si ritira nel 1809 lasciando la direzione ai figli Laurent ed Henri, lui diventa quasi cieco caparbio e dispotico, violento ed autoritario. Muore il 6 dicembre 1836. I figli continueranno per quasi un secolo a tenere alto il nome Franconi. Noti scrittori di ippodrammi. Archaos Compagnia circense francese. Fondata nel 1986 dall’artista di strada Pierric “Pierrot Bidon” Pillot e da una costola del Cirque Bidon, con l’aiuto del regista belga Franco Dragone. Il circo Archaos si caratterizza per ricreare i numeri classici di acrobati, giocolieri e trapezisti in un’estetica post-industriale, tra auto demolite, esplosioni, motociclisti, personaggi alienati e orchestre dal vivo che vanno dall’hard-rock al rap. Gli spettacoli, di proporzioni considerevoli e concepiti per grandi spazi, affrontano tematiche legate al quotidiano metropolitano degli anni ’90, ispirandosi con ironia anche alla violenza urbana e all’estetica pulp. Gli artisti provengono da scuole di circo di tutto il mondo. Il circo Archaos enfatizza lo spirito di gruppo e respinge i riferimenti a qualunque tipo di tradizione. Seppur puramente circensi, gli spettacoli hanno una struttura drammaturgica definita. Tra i più celebri spettacoli di: Metal Clown (1991), Game Over (1995). Il circo Archaos compie regolari tournèes in Francia, Regno Unito, Germania, Spagna, Australia, e Brasile, dove nel 1997 ha creato una scuola di circo. Phineas Taylor Barnum Uomo di spettacolo e direttore di circo americano (Bethel, Connecticut, 05.07.1810 – 07.04.1891). Considerato fra i più rimarchevoli uomini di spettacolo di tutti i tempi. Nato da una famiglia di contadini, attraverso una serie di iniziative di svariata natura, acquisisce un’immensa popolarità. Dal 1835 è attivo nel settore dello spettacolo popolare diventando per eccellenza l’impresario dello strano e del bizzarro. Fra i suoi successi: Joice Heth, un’anziana donna di colore spacciata per la balia di George Washington, la Sirena delle Fiji, i Fratelli Siamesi, la cantante lirica Jenny Lind, e soprattutto Charles S. Stratton, noto come Tom Thumb (Tom Pollice), forse il nano più famoso del mondo. Il suo mito si delinea dal 1842, anno in cui apre il Barnum’s American Museum, un enorme contenitore di bizzarie provenienti dal mondo intero. Nel 1871 entra nel mondo del circo con il colossale spettacolo itinerante Barnum’s Great Traveling Museum, Menagerie, Caravan, Hippodrome and Circus. In seguito dà il nome P.T.Barnum’s Great Roman Hippodrome ad un grande edificio in piena Manhattan, destinato a diventare il leggendario Madison Square Garden, dove debutta nell’aprile 1874 con Congress of the Nations uno spettacolo etnografico con oltre mille persone e diverse centinaia di animali. Il successo dei primi spettacoli circensi di Barnum è dovuto, oltre allo sfarzo delle produzioni presentate, anche alle nuove strategie di vendita e alle importanti innovazioni pubblicitarie, con manifesti affissi fino a 75 miglia dal centro visitato e memorabili parate di strada. La logistica è ottima: i metodi di carico e trasporto ferroviario che adotta diventano degli standard dell’industria moderna. Nel 1875 viene eletto sindaco di Bridgeport. Nel 1880 forma con James Bailey la società che gli dona fama immoritura nella storia del circo. Il loro primo spettacolo è il P.T. Barnum Greatest Show on Hearth, Howe’s Great London Circus and Sanger’s Royal British Menagerie. Nel 1887 nasce il Barnum & Bailey Circus che introduce la novità delle tre piste destinata a diventare lo standard statunitense. Alla morte di B. è Bailey a mandare avanti il complesso che alla sua scomparsa diventa il Ringling Bros. and Barnum & Bailey Circus. Clyde Raymond Beatty Ammaestratore di animali feroci (Bainbridge,Ohio, 10.06.1903 – 1965). Conosciutissimo in USA. Massimo esponente dello stile americano incentrato sulla sfida tra l’uomo e le belve, così come Alfred Court lo è di quello europeo, basato sulla dolcezza. Inizia la sua carriera come cage-boy, addetto alle pulizie della gabbia. Nel 1925 è all’Hagenbeck-Wallace Circus dove comincia la sua ascesa che lo porterà ad essere ingaggiato da Ringling Bros. and Barnum & Bailey, fino a creare un proprio circo, il Clyde Beatty Circus. Negli anni della depressione, una sua pronta ripresa dopo un grave infortunio diventa un simbolo della rinascita americana e lo fa finire sulla copertina di Time Magazine. Nel 1930 crea uno dei numeri di belve più pericolosi di sempre mischiando 40 tra tigri e leoni di ambo i sessi nella stessa gabbia. Beatty entra in pista brandendo una sedia, una frusta e con una pistola nella fondina alla cintura, suscitando polemiche nelle associazioni animaliste dell’epoca. In realtà afferma di non credere all’indottrinamento degli animali, ma solo allo sviluppo delle loro naturali potenzialità. Dal 1933 diventa anche attore in film di una certa notorietà (The Big Cage, The LostJungle). Bouglione Dinastia circense francese. Nel 1924 Sampion, mostratore di animali gitano di remote origini italiane, fonda un circo ispirato allo show equestre di Buffalo Bill. I suoi quattro figli danno vita ad uno dei maggiori circhi europei del ’900, e si specializzano come domatori. Di essi, soprattutto Joseph (m. 1987) fa proliferare l’impresa e affianca al tendone viaggiante l’attività stabile al Cirque d’Hiver de Paris (rilevato nel 1934 e gestito ancora oggi dai Bouglione), dotato di una pista trasformabile in piscina, dove per decenni hanno luogo spettacoli memorabili. Il tendone si ferma nei primi anni ’80, ma i Bouglione, oggi alla quinta generazione, sono tuttora valenti artisti in tutto il mondo. Bouglione è ritenuto il cognome circense più popolare in Francia. Francis Brunn Giocoliere tedesco (1922 – 2004) Da giovane presenta una spiccata propensione per la ginnastica. Selezionato per la squadra olimpionica di tuffatori, assiste ad uno spettacolo circense a Berlino e decide di diventare artista. Nel 1939 debutta con un numero che alterna giocoleria a salti mortali ed altre acrobazie. Nel 1942, quando è scritturato al Wintergarten di Berlino, la stampa lo segnala come degno successore di Rastelli. Nel 1943, chiamato alle armi, si rifugia in Svezia e viene considerato disertore fino alla fine della guerra. In Spagna, lo vede John Ringling North che scrittura lui e la sorella Lottie, per il Ringling Bros. and Barnum & Bailey. Debutta a New York al Madison Square Garden nell’aprile del 1948 e il New York Times lo definisce il “Nijinsky dei giocolieri”. Nel 1951 la sorella Lottie intraprende la carriera da solista e Francis lascia il circo per i grandi locali di Las Vegas, dove il suo nome viene messo in cartellone accanto a quelli di grandi stelle dello spettacolo come Danny Kaye, Jerry Lewis, Sammy Davis jr. Judie Gardland o Dean Martin. Nel 1963 al Victoria Palace di Londra si esibisce con i Beatles in uno spettacolo comandato dalla famiglia reale. Nel 1976 un grave problema all’anca sembra dover segnare la fine della sua carriera ma una riuscita operazione chirurgica gli consente di riprende ad esibirsi. La sua giocoleria ha avuto tre principali evoluzioni. Dapprincipio si concentra sul numero di oggetti giocolati raggiungendo i record di otto, nove e, nel 1947, persino dieci cerchi. Nel 1956 decide di lasciare da parte i primati per dedicarsi solo al perfezionamento dei movimenti, prende lezioni di flamenco dal ballerino Antonio Gades, e costruisce la propria esibizione su una musica spagnoleggiante indossando solamente una calzamaglia nera attilata. Nel 1990 debutta con una versione più essenziale del suo numero accompagnato solo da un chitarrista di flamenco che sottolinea in maniera appropriata ogni esercizio. Importante per l’approccio innovativo nello stile, nella tecnica e nell’attrezzistica, Brunn dimostra una completa dedizione verso il lavoro che lo porta ad esercitarsi ogni giorno per ore e ore nel tentativo di migliorare i propri standard. Dal punto di vista estetico si può considerare un precursore della giocoleria contact alla Michael Moschen. Buffalo Bill Nome d’arte di William Frederick Cody, uomo di spettacolo americano (Scott County, Iowa, il 26.02.1846 – 10.01.1917). Guida dell’esercito, pioniere e cacciatore di bufali, nel 1872 acquisisce il nomignolo di Buffalo Bill per aver ucciso oltre 4.000 bufali in 17 mesi. Conquista una certa notorietà nel 1869 quando lo scrittore Ned Buntline pubblica un libro sulle sue imprese che determina la nascita di un vero e proprio filone letterario. Da Scouts of the Prairie viene tratto un dramma interpretato dallo stesso Cody. Dopo la battaglia di Little Big Horn, Cody comprende che il tempo delle frontiere selvagge è finito e si inventa uno spettacolo di stile circense eseguito in una grande arena all’aperto nella quale soldati ed indiani ricreano per il pubblico, assiepato su ampie tribune sistemate tutt’attorno, l’atmosfera del Far West. The Wild West, RockyMountain and Praire Exhibition debutta il 17 maggio 1883 alla fiera di Omaha, Nebraska, ottenendo un successo tale da far varare subito un tour europeo in grande stile. Buffalo Bill si esibisce così in Inghilterra, Danimarca, Belgio e Grecia dove personalità delle famiglie reali vengono coinvolti nella scena del finto “assalto alla diligenza”. La tournée tocca anche Spagna, Francia e Italia dove Cody si esibisce di fronte al Papa, ma non al Colosseo, ritenuto troppo piccolo. Di ritorno negli USA, nel 1895 forma una società con James A. Bailey alla morte del quale, nel 1906, la quota passa ai fratelli Ringling i quali la ricedono a Cody nel 1907. Nel 1908 nasce il Buffalo BillWild West Show and Pawnee Bill Great Far East Show che arriva così al momento di massimo splendore. Nel 1913 è però costretto a chiudere per i costi diventati eccessivi. Cody investe allora i propri capitali nella produzione di film di cow boy, ma termina in miseria e finisce per chiedere, inutilmente, il piccolo sussidio che gli spettava per aver ricevuto la medaglia d’onore del Congresso. Prima della morte viene scritturato dal Sells-Floto Circus e, ormai settantenne, dal 101 Ranch Wild West che si rinomina Buffalo Bill & 101Ranch Wild West. Di enorme impatto nell’immaginario collettivo, gli spettacoli di Buffalo Bill, rappresentarono il vertice della pantomima di impatto esotico in Europa e patriottico in USA. La perfetta logistica delle colossali carovane del Wild West Show, con centinaia di artisti e tecnici, viene studiata dall’esercito tedesco e diventa un riferimento per i grandi circhi europei del novecento. Alfredo Codona Trapezista messicano (Sonora 07.10.1883 – 13.07.1937) di origine irlandese, tedesca e francese. Bello e talentuoso, viene considerato il Re del trapezio volante. Debutta a cinque anni nel numero del padre. Dal 1909 al 1912 viene scritturato con un numero di trapezio solista per la pista centrale di Barnum & Bailey, mentre i fratelli Victoria e Lalo eseguono un numero di funambolismo. Nel 1911 con il fratello Lalo, Steve Outch e Ruth Harris, forma una troupe al trapezio volante, I Codonas. Nel 1920 entra nella storia del Circo per essere il primo artista al mondo ad eseguire il triplo salto mortale in maniera costante durante lo spettacolo. Ma non è solo il virtuosismo fisico a permettergli di stagliarsi sopra tutti, bensì il suo stile e la sua eleganza ritenuti unici. Nel 1927 sposa Lillian Leitzel, altra celebre arealista. Il 13 febbraio 1931, a Copenhagen, Lillian cade, Alfredo si precipita da lei, che però lo rassicura e lo prega di tornare a Berlino a lavorare. Due giorni dopo Lillian muore. Nel 1937, Alfredo si ritira dall’attività per un problema ai legamenti delle spalle derivato da una brutta caduta in rete. Lo stesso anno la nuova moglie Vera Bruce gli chiede il divorzio. Il 31 luglio nell’ufficio dell’avvocato, Alfredo spara prima alla moglie poi a se stesso. Lascia una nota: “Non ho casa. Non ho una moglie che mi ama. Me ne torno da Lillian, l’unica donna ad avermi mai amato”. Il 2 agosto viene sepolto accanto a Lillien. I Codonas hanno preso parte al capolavoro del cinema muto Varietè, diretto nel 1925 da Ewald Andreas Dupont. Con Collegano Nome d’arte di Cornelius Sullivan, funambolo australiano di origine irlandese ed australiana (Lismore 23.12.1899 – Miami 12.11.1973). All’età di 12 anni è acrobata equestre nell’attrazione della numerosa famiglia, che nel 1925 è al Ringling Bros. and Barnum & Bailey, dove in seguito Con occuperà a lungo la pista centrale. Primo funambolo a non utilizzare nessun attrezzo di bilanciamento, nel 1919 è il primo anche ad eseguire il salto mortale in avanti, ben più difficile di quello all’indietro perchè le gambe dell’artista impediscono la visuale del filo dove atterrare. Ma è anche il suo stile veloce ed aggrazziato ad entusiasmare il pubblico. Le sue apparizioni europee suscitano la curiosità degli intellettuali,Jean Cocteau lo definisce uno dei tre artisti “moderni”, assieme a Barbette e Rastelli. Si ritira a 60 anni per dei problemi alla vista. David Copperfield Nome d’arte di David Kotkin (1956), illusionista statunitense. Considerato il più celebre illusionista di ogni tempo, Coperfield diviene popolare grazie a specials televisivi per la rete CBS (14 diverse produzioni, dal 1977) per i quali crea o aggiorna centinaia di spettacolari illusioni poi portate in tournèe nei teatri, ereditando un tipo di mercato creato negli anni ’70 dal collega Doug Henning. Visita i cinque continenti con le sue tournèe, esibendosi in centinaia di repliche all’anno. Tra le sue più celebri imprese televisive: la “sparizione della statua della libertà”, l’”attraversamento della muraglia cinese”, la “fuga da Alcatraz”. Nel 1995, figura quinto tra i più ricchi entertainers del mondo, con un guadagno di 52 milioni di dollari. Nel 1996 si esibisce a Broadway nella creazione teatrale Dreams & Nightmares battendo ogni record di affluenza. Collezionista di documenti sull’illusionismo, realizza a Las Vegas il più importante museo del mondo su tale soggetto. I Cranes Gruppo di trapezisti russi attivi negli anni ‘80 e ‘90. I Cranes eseguono un numero, quasi un balletto aereo, che è forse il più acclamato dalla critica internazionale dei nostri tempi. Formato dal capo troupe Wilen Golovko, ma creato da Piotr Maestrenko e coreografato da Valentin Gneusheuv, il numero è ispirato ad una canzone russa dell’immediato dopo guerra che narra delle anime dei soldati morti in guerra che risalgono al cielo sotto forma di Cicogne (Cranes in inglese). Il numero è diviso sostanzialmente in tre parti. La prima narra dell’ascesa al cielo delle anime dei soldati morti. La seconda è la più tipicamente circense e prevede esercizi di una precisione tecnica difficilmente raggiungibile altrove come il triplo in piroletta, il doppio in plancia e altri esercizi completamente originali rispetto alla precedente tradizione performativa. Questi ultimi sono permessi dalla concezione architettonica assolutamente innovativa degli attrezzi usati. La terza è un apoteosi di corpi in volo accompagnati dalle note della Cavalcata delle Valchirie di Wagner. I Cranes hanno vinto il Clown d’Oro al Festival di Monte Carlo nel 1995. Franco Dragone Regista circense belga, di origine italiana. Tra primi uomini di teatro a specializzarsi nel circo. Inizialmente regista in Belgio, si distingue dapprima per il lavoro con le maschere e l’improvvisazione nel campo della commedia dell’arte “moderna”. Nel 1984 insegnando all’Ecole National du Cirque di Montreal, inizia a sperimentare un’idea di teatralizzazione dell’arte circense. Collabora poi con il Cirque du Soleil per il quale scrive e dirige otto spettacoli applauditi nei cinque continenti, tra cui due produzioni stabili per Las Vegas. Dragone dirige anche i primi spettacoli del circo francese Archaos. Nel 1998 Dragone dirige il film Alegria. Gunhter Gebel – Williams Ammaestratore tedesco (Schweidnitz, 12.09.1934 – Miami 2002). Considerato fra i più importanti ammaestratori di animali del circo moderno. Non proviene da una famiglia circense, il padre Max è uno scenografo che durante la guerra viene fatto prigioniero in un campo di lavoro russo. La madre Elfriede nel 1947 trova lavoro come sarta al Circo Williams. Se ne va dopo due o tre settimane lasciandovi il tredicenne Gunther, che dopo aver dimostrato il proprio entusiasmo ed il proprio valore con gli animali viene adottato da Carola Althoff, vedova del direttore del circo Harry William. Gunther nel frattempo lavora al circo Althoff e migliora le tecniche con gli elefanti. Nel 1956 col nome Gunther Gebel-Williams diviene il responsabile del complesso. Nel 1960 inizia ad addestrare anche felini. Lo stesso anno sposa Jeanette Williams, ma nel 1968 divorzia consensualmente per sposare Sigrid Neubauer, che aveva una figlia dal precedente marito. Il circo prospera ed effettua tournèe in Italia, Francia e Spagna. Riceve da John Ringling North una proposta di ingaggio per il colossale Ringling Bros. and Barnum & Bailey, ma la rifiuta. Accetta invece nel 1968 quella di Irvin Feld che acquista per due milioni di dollari l’intero complesso del circo William, portando tutti gli animali, gli artisti principali ed i tecnici, in America, dove GGW entra definitivamente nel mito del circo. Si dimostra ammaestratore versatile e capacissimo formando oltre ai classici gruppi di elefanti, cavalli e tigri, anche nuovi abbinamenti come elefanti e tigri, elefanti e zebre ed altro ancora. Ma è soprattutto il suo carisma unico a decretarne il successo, assieme all’estrema abilità nel trattare i mass media americani che lo osannano. E’ invitato nei maggiori programmi televisivi della nazione ad illustrare i suoi metodi di addestramento. Nel 1989 celebra il suo tour d’addio con una enorme eco in tutti gli USA. In vent’anni si è esibito in oltre 11.000 spettacoli ed è stato applaudito da più di 150 milioni di americani. Trasmette le proprie tecniche al figlio Oliver Mark che continua la carriera al RBBB. Karl Hagenbeck Ammaestratore e direttore di circhi tedesco (1844 – 1913) La tradizione famigliare dell’ammaestramento di animali selvatici inizia quando il padre, Gottfried Klaus Harl (1810-1887), mercante di pesce, riceve sei otarie a saldo di un vecchio debito. Gli Hagenbeck diventano mercanti di animali esotici, ammaestratori e proprietari di zoo e circhi. Karl è il più importante fornitore dei serragli dei circhi europei ed americani del 1800. Non solo, si può definire il fondatore dei moderni metodi di ammaestramento. Il suo sistema con premi e ricompense rivoluziona la disciplina, eliminando del tutto la brutalità. E’ molto più lento, ma porta a risultati infinitamente migliori. Crea la gabbia circolare, dove gli animali non vengono più solo esposti, ma possono mostrare le loro abilità naturali portate ai massimi livelli. E’ un innovatore anche nella concezione architettonica degli zoo. Il suo parco Stellingen ad Amburgo è costruito con sistemi assolutamente inediti di stabulazione, in ambienti il più vicino possibile a quelli originali, senza gabbie o recinti ma con l’utilizzo casomai di ampi fossati. Crea un proprio circo che, anche in società con altri impresari, gira Europa, Stati Uniti, Sudamerica e persino Estremo Oriente. I figli Lorenz (1882-1945) e Heinrich (1875-1945) tentano senza successo di proseguire il lavoro del padre. Il fratello di Karl, Wilhelm, con i figli Karl Friedrich e Willy, dirige altri circhi conquistando una certa notorietà come ammaestratore di orsi. Hanlon Lees Troupe di acrobati irlandesi George, Thomas, William, Alfred, Edward e Frederic Hanlon aggiungono al proprio nome quello dell’istruttore Lees, al quale sono affidati sin da giovanissima età sotto la cui guida acquisiscono notevoli doti ginniche ed acrobatiche. Si esibiscono nella disciplina dei giochi icariani, delle parallele e dell’acrobatica al tappeto, ingaggiati nei maggiori teatri di varietà dell’epoca. Attorno al 1870 avviene l’evoluzione da acrobati ad attori di pantomima, emblematica del continuo e vitale flusso di artisti ed idee che scorre in quegli anni fra circo e teatro. Sono ingaggiati a tempo pieno alle Folies Bergeres, dove inscenano pantomime di successo, frale quali si ricorda Le voyage enSuisse, scritta da Raoul Tochè ed Ernest Blum, ed interpretata con il noto giocoliere Agoust. Theodore De Banville, nella prefazione al piccolo volume che raccoglie le loro memorie, scrive: “…tutti gli oggetti che guarniscono la tavola diventano bocce di una giocoleria senza capo né coda, salgono, scendono, risalgono, rimangono sospesi in aria, oscurano il cielo, simili ad un ondeggiare i cui flussi e riflussi siano in grado di cacciare le vaghe ebbrezze del delirio e dell’amore”. Discendenti degli Hanlon Lees si esibiscono fino ai primi anni del ‘900. Houdini Nome d’arte di Erik Weisz (poi Ehrich Weiss), mago, artista di varietà ed attore cinematografico, nato a Budapest, il 24.03.1874, morto a Detroit il 31.10.1926. Grande uomo di spettacolo, considerato il più celebre illusionista di tutti i tempi. Specializzato nell’escapatologia, la capacità di liberarsi da qualsiasi manetta o uscire da qualsiasi cassa, baule o cella. Uno dei 10 figli di un rabbino ungherese emigrato negli USA, Houdini è sin da giovanissimo appassionato praticante di attività sportive che fortificano il suo fisico. Debutta a 19 anni, assieme ad un partner, all’Esposizione Colombiana di Chicago col nome The Brothers Houdini. Il nomignolo gli è ispirato da Eugene Robert – Houdin (1805 – 1871), celebre illusionista francese. Nel 1894 sposa Wilhelmina Beatrice Rahner, detta Bess, componente di una piccola compagnia teatrale itinerante, che diventa sua partner e compagna di tutta la vita. Nel 1895 riscuote i primi timidi successi riproponendo il vecchio trucco della “Metamorfosi”: Bess viene chiusa ammanettata dentro un baule, sul quale viene sollevato un telo nero che, immediatamente abbassato, rivela l’artista libera e Houdini incatenato al suo posto. Dopo una mezza dozzina d’anni in giro per piccoli circhi e Side Show, durante i quali frequenta altri personaggi destinati a fama duratura come i Keaton, nell’estate del 1899 Houdini è scoperto da Martin Beck, uno dei più importanti agenti del mondo del Vaudeville. La sua carriera ha un’impennata che lo porta in un anno ad essere considerato una stella di primo piano dell’entertainment internazionale. Houdini, dotato di notevole personalità e carisma scenico, comprende che deve trovare una strada per distinguersi nell’affollato panorama dei circuiti di varietà. Sceglie l’escapatologia e comincia a liberarsi da manette e camicie di forza portate dai componenti del pubblico. La grande notorietà arriva proprio all’albeggiare del secolo, quando, il 5 aprile del 1900, nella prigione di Chicago, si fa perquisire e rinchiudere in una cella dalla quale esce tre minuti dopo. La dimostrazione si ripete quasi ad ogni città visitata. Ottiene un enorme ritorno pubblicitario. I suoi compensi crescono a dismisura, il suo nome diventa il primo in cartellone, i giornali lo intervistano e, da grande egocentrico e capace promotore di se stesso, modifica ad hoc il proprio passato. Nello stesso anno il primo tour europeo che parte dall’Alhambra di Londra. In Inghilterra fugge da celle che avevano trattenuto celebri criminali condannati a morte. Nel settembre del 1900, a Dresda, la polizia tedesca lo accusa di frode e lo denuncia. Parte un processo che si conclude con la vittoria di H, il quale rivela, ma solo ai giudici, alcuni dei suoi trucchi di scena. In Germania viene chiamato “Simbolo della Libertà” e “Il Napoleone della Réclame”. Nel 1903 in Russia, alle prigioni Butirskaya, viene legato e ammanettato dentro un carro destinato ai deportati in Siberia, dal quale esce in 28 minuti. Il pubblico di ogni paese dell’epoca è conquistato dalla miscela di sfida alle autorità costituite, mito del self made man, illusionismo e culto del fisico e del bizzarro, oltre che dal fascino della assoluta segretezza delle sue tecniche. Nel 1905 torna negli USA dove firma un contratto di tre anni con il più grande circuito di teatri di varietà dell’epoca, il Keith-Albee. Alla ricerca di nuovi trucchi e trovate pubblicitarie, dopo lunghe prove per nuotare e resistere nell’acqua gelida, nel 1907 inizia a gettarsi ammanettato dai ponti nei fiumi. Al primo lancio, il 6 maggio, a Rochester (NY), assistono oltre 10.000 spettatori. Da allora si getta in pratica in tutti i fiumi d’America con incatenamenti che diventano sempre più complicati e spettacolari, fino a farsi rinchiudere in una cassa immersa nei corsi d’acqua. Lancia anche le “Open Challenges”, sfide aperte nelle quali invita gli spettatori a presentarsi con oggetti da dentro i quali prova a liberarsi. Con questo stratagemma riesce in realtà a farsi sponsorizzare da ditte che gli presentano oggetti di ogni tipo, come enormi palloni da rugby o gigantesche buste da lettera. Dimostra anche un interesse verso la storia della magia e comincia ad ammassare libri ed altro materiale setacciando negozi di antiquariato. Scrive articoli e volumi di narrativa e saggistica. Nel 1908 pubblica The Unmasking of Robert – Houdin, una storia della magia nella quale cerca di sconfessare il celebre illusionista dal quale ha preso il nome. Appassionato pioniere dell’aeronautica, il 18.03.1910, durante una tournée in Australia, diventa il primo uomo a volare in quel continente. Nell’immaginario collettivo si fortifica la sua figura di temerario. Ma anche in scena esegue trucchi spettacolari. Tra questi resta celebre la “Cella della tortura cinese”, nel quale l’artista si fa rinchiudere a testa in giù, con i piedi vincolati ad un cavo ed ammanettato, dentro un parallelepipedo di cristallo pieno d’acqua dal quale si libera in due minuti (esercizio ripreso anche nel famoso film di George Marshall, Houdini, con Tony Curtis, 1953). L’esercizio è eseguito per la prima volta il 21 settembre 1912 al Circo Busch a Berlino. Inventa l’attraversamento di un muro di solidi mattoni costruito in scena a piena vista. Nuova trovata da prima pagina: si fa appendere a testa in giù con una camicia di forza ai pennoni di altissimi grattacieli, con migliaia di spettatori a vederlo, nello spirito della cultura di massa del XX secolo. Durante la prima guerra mondiale è molto attivo nell’organizzare spettacoli di beneficenza per le truppe. Gli viene anche chiesto di dare ai soldati americani lezioni di sopravvivenza sott’acqua. Nel 1918 inizia la carriera cinematografica con la serie The Master Mystery. In seguito fonda due proprie compagnie di produzione con alterna fortuna. Diventa famosissimo. E’ amico o conoscente di numerosi personaggi della cultura e della società del suo tempo. Incontra i presidenti Theodore Roosevelt e Woodrow Wilson, frequenta Sarah Bernhardt, Jack London e la moglie Charmian, con la quale sembra intrattenga una relazione adulterina. Nello stesso tempo scrive racconti brevi dell’orrore, alcuni di essi in collaborazione con H.P. Lovercraft. Nel 1924, a 50 anni, inizia una crociata anti spiritualista che gli porta una rinnovata incredibile notorietà. Tutto nasce da una querelle con l’amico scrittore Conan Doyle (noto creatore di Sherlock Holmes), convinto assertore dello spiritualismo e delle capacità medianiche di H, il quale invece afferma di eseguire le proprie prodezze senza l’utilizzo di mezzi soprannaturali. Pubblica A Magician Among the Spirits, un libro contro le frodi dei finti medium, che allora andavano per la maggiore. Chiamato a far parte di un comitato della rivista Scientific American, smaschera gli inganni dei falsi medium riproponendo i presunti fenomeni paranormali nei propri spettacoli. La messe di articoli, editoriali e lettere prodotti da questi eventi, sposta di fatto la figura di H dal campo dell’intrattenimento ad un contesto sociale, religioso e scientifico. Nel 1925 il suo spettacolo HOUDINI approda finalmente nel cartellone ufficiale di Broadway, in competizione con i maggiori attori di teatro ufficiale dell’epoca. La rappresentazione dura due ore ed è divisa in tre parti. Magic: sessanta minuti di pura magia in omaggio ai grandi del passato (come Bartolomeo Bosco o il bistrattato Robert- Houdin). Houdini Himself, in Person: gli esercizi che lo hanno reso famoso: dalla “Metamorfosi”, alla “Cella della Tortura Cinese”. Do the Dead ComeBack? Un’ora di forum sui falsi medium. Nello stesso periodo batte il record di Rahman Bey, un presunto fachiro riuscito a resistere un’ora all’interno di una cassa sigillata grazie ad una “catalessi anestetica”. H rimane per un’ora e mezza in una bara immersa nella grande piscina dell’Hotel Shelton. E’ il suo primo esercizio di enterologia piuttosto che di escapatologia. Grande risonanza dei media, il Times titola HOUDINI WINS. Nell’ottobre del 1926, mentre in tournée a Montreal, un fan entrato in camerino gli chiede se è vero che è in grado di sopportare qualsiasi forte colpo agli addominali e lo colpisce ripetutamente allo stomaco. Il giorno dopo si sente male durante lo spettacolo. Il 25 ottobre viene ricoverato a Detroit ed operato. Gli viene rimossa l’appendice rotta, ma si è ormai prodotta una peritonite che, il 31 ottobre 1926 alle 13.26, lo porta alla morte. Famiglia Lorador Famiglia di artisti di circo portoghesi. Negli anni ‘80 e ‘90 numerosi componenti della famiglia si distinguono nella disciplina del verticalismo. Nel 1987, Augusto Lorador forma con Miguel Barbosa un numero di mano a mano che un anno dopo vince il Clown d’Oro al Festival di Montecarlo. Antonio Ferreira, cugino dei Lorador, forma con Tino Fratellini, un numero similare, ma presentato in comico, con la regia di Bernhard Paul del circo Roncalli: Clown d’Argento nel 1992. Il numero delle sorelle “Alexis” (Dulce e Annabella Lorador) e dei fratelli “Alexis” (Paolo e Marco Lorador), si aggiudicano entrambi l’Argento al Festival di Montecarlo (1981 e 1990). Ma al di là di questa incetta di importanti trofei, i Lorador dimostrano di sapersi ben adeguare alle evoluzioni dell’arte circense di fine secolo, passando dalla formazione in piccoli circhi di famiglia, alle scritture in complessi colossali quali Ringling Bros. and Barnum & Bailey, in raffinati circhi europei di regia come il Roncalli, fino all’integrazione in complessi di avanguardia come il Cirque du Soleil, dove lo staff creativo rimodella le esibizioni degli artisti. Dominique Mauclair Organizzatore circense francese. Creatore nel 1960 dei celebri Gala de la Piste al fianco di Louis Merlin. Assieme alla moglie Isabelle, organizza a Parigi dal 1977 il Festival Mondial du Cirque de Demain, concorso per giovani talenti impostosi come una delle maggiori manifestazioni del settore assieme a quella di Monte Carlo. La manifestazione ha permesso di rivelare circa 600 nuovi numeri alcuni dei quali hanno determinato il nuovo corso dell’arte circense contemporanea. È considerato tra i principali fautori dello scambio tra le culture circensi orientale e occidentale. È stato presidente negli anni ’80 del Cirque National à l’Ancienne e vice presidente del Centre National des Arts du Cirque di Chalons, ed ha realizzato importanti documentari sull’arte circense. Michael Moschen Giocoliere americano. Innovatore dell’antica disciplina della giocoleria. Negli anni ‘70 introduce il genere “contact”, che invece di gettare e riafferrare degli oggetti, prevede che siano questi a scorrere lungo gli arti, con un conseguente lavoro estremamente raffinato sui movimenti del corpo e sulla loro sincronia con quelli degli oggetti utilizzati. Si esibisce prevalentemente con sfere di cristallo e torce infuocate. Alcune sue tecniche vengono utilizzate in Hair (1979) di Milos Forman. Negli anni ‘80 si esibisce con Fred Garbo e Bob Berky nel gruppo dei Foolsfire. Interpreta le giocolerie con sfere di cristallo delle mani di David Bowie nel film Labyrinth (1986). Lavora con il Big Apple Circus. Nel1988 crea il proprio one man show Michael Moschen in Motion che partecipa a numerosi festival di danza e teatro come quelli di Hong Kong, Perth, Edimburgo, Barcellona e Spoleto. Collabora alla messa in scena de TheAlchemedians , Off-Broadway del 1986. Negli anni ‘90 diventa responsabile della giocoleria del Cirque du Soleil e si dedica all’invenzione di nuove tecniche e nuovi attrezzi. Numerose le apparizioni in programmi televisivi di successo. Nel 1991 crea e dirige lo speciale In Motion with Michael Moschen per la serie Great Performances della PBS. Bernhard Paul Regista, clown e direttore circense (1944). Inizialmente grafico nella nativa Vienna, è co-fondatore e in seguito proprietario in Germania del circo Roncalli di cui crea gli spettacoli e in cui si esibisce ogni sera nel personaggio del clown Zippo al cui fianco si alternano negli anni alcuni tra i maggiori clowns degli anni ’80 e ’90. Paul diviene il più grande collezionista del mondo di antiquariato circense costituendo un museo privato a Colonia, base per il suo progetto artistico: la restituzione al pubblico tedesco della cultura artistica del circo e del varietà classico. Paul inserisce gli spettacoli di Roncalli nei maggiori festival teatrali, e crea originali eventi circensi per numerose città europee (Berlino, Mosca, Siviglia, Vienna, Bruxelles, Copenhagen). Nel 1989 riapre l’Alte Oper di Frankfurt con un programma di varietà. Nel 1991 con le tournèes Panem et Circenses reinventa la formula del ristorante-spettacolo. In seguito, in accordo con il produttore berlinese Peter Schvenkow, inaugura nuovi teatri di varietà in Germania, tutti caratterizzati da notevole sfarzo, elaborate ambientazioni ed una regolare programmazione di elevato livello, spesso con regie dello stesso Paul: nel 1993 ricostruisce il “Wintergarten Varietè” a Berlino e il “Ronacher Theater” di Vienna; nel 1994 fonda il “Friedrichstadpalast” a Stuttgart e nel 1998 l’”Apollo” a Dusseldorf. Spesso attore di teatro e film, ha un ruolo determinante nel mercato teatrale tedesco, ed il suo circo Roncalli continua ad essere il più richiesto della Germania. Philip Petit Funambolo francese (1950). Estraneo ai mercati del circo o del teatro di strada, P. conduce dagli anni ’70 un’originale ricerca artistica di tipo concettuale sull’arte del funambolo. Le sue installazioni aeree, inizialmente clandestine e notturne, coprono spazi simbolici di grandi capitali: le torri di Notre -Dame a Parigi o quelle del World Trade Center a New York, l’interno della cattedrale di New York e l’esterno di quella di Francoforte. Nel 1975 a New Orleans copre sul filo una distanza di 480 metri. Sebbene le traversate aeree di P. siano di notevole difficoltà e rischio e costituiscano primati ineguagliati in tale campo, l’artista è interessato a coinvolgere il pubblico con il valore emotivo e simbolico delle proprie imprese piuttosto che con il virtuosismo. Charlie Rivel Nome d’arte di Josep Andreu i Lauserre. Clown catalano (Cubelles 23.04.1896 – 26.07.1983). Figlio d’arte, debutta a soli due anni nel numero di antipodista del padre, Andreu Pausas strappato alla vita ferma da Maria Louise Laserre, funambola francese. Con i fratelli Polo, Renè, Marcel e Roger riceve una formazione di carattere universale distinguendosi in barre fisse, anelli, corda molla e soprattutto trapezio basso. Dopo varie traversie con il piccolo circo di famiglia, i 3 fratelli maggiori, Josep, Polo e Renè, con l’aiuto del padre, decidono di specializzarsi in due numeri, i volanti bassi e l’entrata comica, che rispetta il modello dei Fratellini: un clown bianco e due augusti con ruoli distinti. Nel 1916 Josep debutta con la sua bella imitazione di Charlie Chaplin. Nel 1927, ad un concorso di imitatori di Charlot, al quale in incognito partecipa persino lo stesso Chaplin, Josep si aggiudica il primo premio, lasciando al vero omino in bombetta, solo il piazzamento d’onore. Chaplin sbuffa: “Insomma è lei ad imitare me o sono io ad imitare lei?” I tre fratelli riscuotono un buon successo fra la prima e la seconda guerra mondiale, dapprincipio come “Los Andreu Rivels” e, in seguito al successo dell’imitazione di Chaplin, come “Charlot Rivels y su Troupe”. Nel 1940 Josep lascia il resto della famiglia e dopo pochi anni si ritira dalle scene. Nel 1952 Grock lo convince a riprendere la carriera. Charlie si trasforma allora da augusto ad eccentrico solista, affermando la maschera del clown romantico, con il lungo camicione, il naso a cubo e una rosa fra le mani. E’ di quegli anni la memorabile parodia di una cantante lirica italiana, Maria Cinzano. Charlie nel frattempo è sposato con Carmen Busto dalla quale ha 4 figli: la bellissima Paulina, unitasi poi con il valido addestratore di cavalli Albert Schumann, e tre maschi Juanito, Charlie e Valentino. Questi ultimi formano un numero acrobatico comico musicale, i “Charlivels”, che riscuote grande successo (per due volte alla Royal Variety Performance inglese, nel 1949 e nel 1958). La definitiva consacrazione di Charlie avviene nel 1974 quando il Principe Ranieri gli consegna il primo Clown d’Oro della storia di una manifestazione, il Festival di Montecarlo, destinata a diventare la più importante kermesse del settore. Il suo ultimo spettacolo ha luogo a Madrid nel natale del 1982, con il circo de Los Muchachos. Dimitri, famoso mimo svizzero, dice di Charlie Rivel: “E’ Picasso. Picasso che, con tre o quattro tratti sopra una tela, disegna e dona tutta la sua vita… perché dietro questi tre o quattro tratti inimitabili vi è la maturità di un uomo.” A Rivel dal 1984 è dedicato un Festival Internacional de Pallassos che si svolge con cadenza biennale a Cornellà de Llobregat, una piccola cittadina nell’area metropolitana di Barcellona. Jim Rose “Pelle accapponata, agitazioni di stomaco, unghie incarnate e vari orrori dai più insani angoli del mondo” Questo, più o meno, lo slogan con il quale si presenta il Jim Rose Circus, il fenomeno degli spettacoli circensi underground degli ultimi anni, così come Archaos lo è stato per un certo periodo degli anni ottanta. Si tratta in pratica di un moderno side-show, un padiglione dei fenomeni, trasposto su palcoscenico. Fra le stranezze mostrate: Enigma, il mostro cornuto, un giovane che ha intrapreso un complicato cammino di modificazione corporea. Poi Mr Liftko, che tramite degli orecchini fissati nei lobi delle orecchie, nei capezzoli, negli organi genitali e sulla lingua, solleva pesi fino a 40 chili. Poi un incontro di sumo fra donne cannone ed uno di wrestling fra travestiti messicani, ed ancora ingurgitazioni e rigurgitazioni di liquidi ed insetti. Alla sua nascita avvenuta alla fine degli anni ‘80, nessuno si aspetta che lo spettacolo di Jim Rose riscuota un tale successo, fino a diventare un fenomeno di costume esploso definitivamente nel 1992 con il “Lollapalooza mega-tour”. Jim Rose e i suoi freaks sono raccontati da National Geographic e sulla prima pagina del WallStreet Journal. Dietro all’incredibile successo del Jim Rose Circus vi è però qualcosa di profondo. Lo spettacolo si inserisce infatti in una tendenza che per anni è stata latente nelle grandi città per poi infine deflagrare. Quella della body art, del tatuaggio, del piercing, in definitiva delle modifiche corporee. Si tratta ormai di un vero e proprio movimento culturale con i propri importanti punti di riferimento. Come il libro di culto Modern Primitivs nel quale, in un articolo di David Levi Strauss, viene spiegato fra l’altro che “Il corpo privo di segni è un corpo grezzo, inarticolato, muto. E’ soltanto quando il corpo acquisisce i “segni della civiltà” che comincia a comunicare”. Si tratta in sostanza della riscoperta metropolitana di pratiche che erano, sino a pochi anni fa, tramandate solo all’interno di piccole minoranze etniche, e che sono ora parte della società urbana di quasi tutto il mondo. Non bisogna inoltre trascurare il buon senso del ritmo di Jim Rose, che riesce davvero a trasmettere al pubblico una specie di scarica elettrica. “Don’t bring the kids”, recita il volantino pubblicitario, non portate i bambini… Karl Wallenda Funambolo americano di origine tedesca (Magdeburgo 1905 – Portorico 1978) Provienente da una famiglia di tradizione, a 16 anni esegue un tirocinio col noto funambolo tedesco Louis Witzman. Dopo un anno, con il fratello Herman e due allievi, forma la troupe Wallenda, che debutta a Milano nel 1922, eseguendo l’esercizio che li rende celebri: la piramide umana sulla fune. Nel 1928 col nome The Great Wallendas sono al Madison Square Garden di New York con Ringling Bros. and Barnum & Bailey, circo dove rimangono fino al 1946. Nel 1933 un fratello di Karl, Willy, muore durante uno spettacolo nonostante la rete di protezione, che da quel momento viene tolta dal numero. Col passare del tempo ed il nascere dei nipoti, la troupe si ingrandisce e arriva ad eseguire la piramide a tre altezze, con quattro artisti alla base, due al secondo livello ed uno ancora più su. Il 30 gennaio 1962, a Detroit, di fronte a seimila spettatori, uno dei Wallenda alla base della piramide cade, trascinandosi dietro tutto il gruppo. Karl e due fratelli riescono ad aggrapparsi al filo e a sostenere la diciassettenne Jana Schepp. Ma tre componenti cadono al suolo. Due muoiono, uno, Mario Wallenda rimane paralizzato. Enorme l’impatto nell’immaginario collettivo. L’esercizio viene eliminato dal numero. Negli anni settanta, mentre alcuni membri della famiglia continuano ad esibirsi in numeri meno rischiosi, Karl si dedica in particolare a grandi traversate riprese da emittenti televisive. Il 22 marzo 1978, all’età di 73 anni, a Puerto Rico tenta una traversata di 250 metri ad oltre trenta di altezza. Dopo pochi passi un forte colpo di vento provoca la sua caduta e la sua morte. La celebre piramide a sette è ripresa solo agli inizi degli anni ‘90 da gruppi come gli Angeli Bianchi o i Guerrero. Purtroppo anche un componente di questi, Walfer, nel 1997 è caduto, rimanendo paralizzato. Zingaro Compagnia equestre e musicale francese. Nato nel 1984 come Cirque Aligre, divenuto nel 1986 Cabaret Equestre Zingaro, questo gruppo parte da una ricerca basata sull’incrocio tra musica etnica dei popoli zingari e la tradizione equestre circense, curando in particolar modo la suggestione dello spazio scenico ed enfatizzando il rapporto ancestrale tra uomo e cavallo. Con la costruzione del Theatre Equestre ad Aubervilliers, la ricerca artistica di Z. si fa sempre più raffinata, grazie alla creatività del leader Bartabas: da Opera Equestre (1992), nata dal rapporto tra le culture caucasica e berbera, a Chimere (1994), Eclipse (1997). Gli spettacoli di Z., che generalmente debuttano al Festival di Avignone, sono stati rappresentati in tutta Europa e negli USA.

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